STORIA DI COUNSELING N. 5
Pubblicato in Counseling Relazionale · Mercoledì 14 Gen 2026 · 1:30
LE COSE NON DETTE
Quando i figli crescono, una madre che si è dedicata interamente a loro può trovarsi in un grande vuoto: lo schema si interrompe e a volte si interrompe anche lei.
Si guarda intorno e non ci sono più i soliti incarichi (quelli che spesso ha vissuto con la sensazione passiva di adempimento impossibile da scegliere).
Il tempo che rallenta perché i figli se ne sono andati da casa, è una grande opportunità, ma spesso è utile fermarsi ad ascoltarsi in questo cambiamento.
Non è una sottrazione, è una trasformazione che può aggiungere molto.
La riconnessione di B., 56 anni, in pochi colloqui la porta indietro nel tempo e riapre il tema della separazione dalla prima figlia, ora 30enne, uscita di casa bruscamente molti anni prima in un periodo di intensa fatica famigliare.
B. sente lo strappo che non è mai stato risanato.
B. sta da anni in una sospensione tra attesa, nostalgia, senso di colpa e frustrazione per non saper recuperare una comunicazione che favorisca la ristrutturazione della relazione con la figlia, ora adulta.
COME TI SENTI?
Una domanda semplice, apparentemente.
Ma per B. è complessa: il tempo di distanza dalla figlia ha alimentato la distanza con se stessa e senza questa risintonizzazione consapevole è insostenibile aprire una comunicazione autentica con lei.
Come riprendere questo contatto con le proprie emozioni?
Sgranandole, imparando a percepire le loro differenze, perché gradualmente si possa dar loro un posto tra passato e presente e la giusta proporzione per usare quelle che servono oggi per il compito che scegliamo di darci oggi.
Per B. è comprendere che sua figlia le manca e dirlo esattamente per come è.
